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Chi Siamo

Una moderna, efficiente e dinamica CONFEUROPA CONSUMATORI  “tutela dei consumatori e degli utenti”  al servizio dei Consumatori.

CONFEUROPA CONSUMATORI  ha come esclusiva finalità quella di tutelare con ogni mezzo legittimo, anche con il ricorso allo strumento giudiziario, i diritti e gli interessi dei consumatori e degli utenti nei confronti di terzi e di soggetti pubblici e privati, produttori ed erogatori di servizi, anche al fine di contribuire ad eliminare abusi e distorsioni di mercato, discriminazioni sociali, soprusi e corruzione ed ogni altra attività non in linea con i principi normativi che la regolano; a tal riguardo.

CONFEUROPA CONSUMATORI inoltre fornisce anche assistenza, orientamento e formazione ai consumatori, associati e non, nonché consulenza legale gratuita nei seguenti settori: banche e credito, casa e sicurezza, salute e benessere, viaggi e turismo, conciliazioni, contratti, telecomunicazioni, trasporti, class action, sanità,  ambiente, alimentazione, privacy.

CONFEUROPA CONSUMATORI in materia di tutela dei consumatori e degli utenti si propone:

  • Il controllo e la tutela di un rapporto equilibrato fra l'uso individuale delle risorse dell'ambiente ed un razionale sviluppo della società, finalizzato al rispetto della dignità della persona umana;
  • il diritto alla sicurezza ed all'integrità fisica e psichica;
  • il diritto alla qualità dei prodotti e dei servizi resi alle singole persone:
  • il diritto al risparmio energetico, alla salute e ad un ambiente sano anche attraverso la valorizzazione e la salvaguardia del territorio e dell'ecosistema;
  • il diritto a ricevere una informazione adeguata ed una corretta pubblicità;
  • il diritto alla concretezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali in relazione ai beni e servizi resi da terzi soggetti, produttori ed erogatori, secondo standard di qualità ed efficienza;
  • di organizzare convegni, seminari, corsi di formazione ed incontri su questioni di attualità e di interesse per i consumatori;
  • di informare i consumatori e gli utenti sulla normativa vigente in materia;
  • di promuovere, anche in collaborazione con IO CONSUMATORE e le Associazioni dei consumatori e degli utenti, codici di comportamento contenenti regole di correttezza e di trasparenza che gli operatori devono osservare a tutela dei consumatori, vigilando sull’osservanza;
  • di promuoveree curare i rapporti con gli organismi regionali, nazionali e comunitari operanti nel settore;
  • di promuovere e curare i rapporti con il Consiglio Regionale dei Consumatori e degli Utenti;
  • di promuovere e curare i rapporti con le Associazioni dei consumatori e degli utenti; 
  • di promuovere e curare l’adeguamento alle azioni regionali , nazionali e comunitarie, anche attraverso la costituzione di reti europee e/o mediterranee e l’attivazione di progetti sperimentali

Ma CONFEUROPA CONSUMATORI “tutela dei consumatori e degli utenti”  non sarà soltanto quell'associazione che potrà far valere i diritti del cittadino nel momento in cui si troverà un prodotto scaduto in uno scaffale di un supermercato o per contestare una tariffa troppo alta di un taxi, CONFEUROPA CONSUMATORI promuoverà attraverso i media iniziative atte a favorire giusti e qualificati acquisti, ovvero potrà proporre tabelle comparative tra vari prodotti, segnalare come utilizzare al meglio oggetti e servizi; segnalerà anche tutte quelle iniziative o strutture che possano dare una migliore qualità della vita, ecc.

CONFEUROPA CONSUMATORI  sarà, quindi, un punto di riferimento per i soci ed un luogo di accoglienza per i cittadini che vorranno far valere i propri diritti, infatti l' assistenza orientativa è gratuita per il primo contatto mentre  l'assistenza individuale prevede un sostegno all'attività dell'associazione.

Notizie

 

Il Codice del consumo

1.    parte IV: si trovano la disciplina generale della sicurezza dei prodotti e della responsabilità extracontrattuale del produttore per i danni cagionati ai difetti dei prodotti. Si trovano anche le regole speciali valevoli per i contratti di vendita di beni mobili conclusi dai consumatori con i professionisti;

2.    parte V: si trovano le disposizioni concernenti le associazioni dei consumatori e i giudizi inibitori che esse sono legittimate a promuovere nei confronti dei professionisti che si rendono responsabili di violazioni di interessi collettivi dei consumatori;

3.    parte VI: contiene tutta una serie di disposizioni finali tra cui l’art. 143 che definisce irrinunciabili i diritti attribuiti al consumatore dalle disposizioni del codice di consumo.

Diritti fondamentali del consumatore

Il Decreto ribadisce alcuni fondamentali diritti dei consumatori già riconosciuti con la prima legge del 1998 ora abrogata:

  • a) alla tutela della salute;
  • b) alla sicurezza e alla qualità dei prodotti e dei servizi;
  • c) ad una adeguata informazione, al diritto di recesso e ad una corretta pubblicità
  • d) all'educazione al consumo;
  • e) alla correttezza, alla trasparenza ed all'equità nei rapporti contrattuali;
  • f) alla promozione e allo sviluppo dell'associazionismo libero, volontario e democratico tra i consumatori e gli utenti;
  • g) all'erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità e di efficienza.

Pregi e difetti

Il pregio essenziale del provvedimento è considerato quello di aver raccolto le molte disposizioni sparse, rendendo così semplice la consultazione di gran parte del repertorio di difesa del consumatore a chiunque voglia informarsi sui suoi diritti e sul modo per farli valere, mentre per i professionisti del settore questo ha rappresentato una agevolazione meno rilevante.

Il difetto che è stato osservato consiste nel non aver inserito le normative più recenti ed importanti, come la regolamentazione del multi-level marketing; non è stato fatto, inoltre, alcun riferimento al documento elettronico inteso come strumento di comunicazione della volontà di recedere da parte del consumatore. Considerando l'esistenza del D.P.R. 523/97, che equipara il documento elettronico a quello cartaceo, il legislatore avrebbe potuto operare tale apertura. È pur vero che tutta la normativa in materia di documenti elettronici è contenuta in due importanti norme: il DPR 445/2000, relativo al TU sulla documentazione amministrative, e il D. lgs. n. 82/2005, relativo al Codice dell'amministrazione digitale, che anche se dettati in primis per i rapporti con le amministrazioni pubbliche valgono anche per i rapporti tra privati.

Il decreto è stato comunque considerato un segnale rilevante nel campo della difesa dei diritti dei consumatori, perché è il primo atto legislativo in materia emanato per iniziativa di un governo italiano senza la minaccia di sanzioni da parte europea.

Le definizioni

Il Codice fornisce numerose definizioni concernenti i rapporti di consumo, tra le più importanti si possono elencare le seguenti:

  • A) consumatore o utente (art. 3): la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività'      imprenditoriale o professionale eventualmente svolta;

ed anche (art. 5): la persona fisica alla quale sono dirette le informazioni commerciali;

  • B) associazioni dei consumatori e degli utenti (art. 3): le formazioni sociali che abbiano per scopo statutario esclusivo la tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori o degli utenti;
  • C) professionista (art. 3): la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale o professionale, ovvero un suo intermediario;
  • D) produttore (art. 3): il fabbricante del bene o il fornitore del servizio, o un suo intermediario, nonché l'importatore del bene o del servizio nel territorio dell'Unione Europea o qualsiasi altra persona fisica o giuridica che si presenta

come produttore identificando il bene o il servizio con il proprio nome, marchio o altro segno distintivo;

  • E) produttore di “prodotto sicuro” (art 103): il fabbricante del prodotto stabilito nella Comunità e qualsiasi altra persona che si presenti come fabbricante apponendo sul prodotto il proprio nome, il proprio marchio o un altro segno distintivo, o colui che rimette a nuovo il prodotto; il rappresentante del fabbricante se quest'ultimo non è stabilito nella Comunità o, qualora non vi sia un rappresentante 
  • stabilito nella Comunità, l'importatore del prodotto; gli altri operatori professionali della catena di commercializzazione nella misura in cui la loro attività possa incidere sulle caratteristiche di sicurezza dei prodotti;
  • F) prodotto (art. 3): fatto salvo quanto stabilito nell'articolo 115, comma 1, qualsiasi prodotto destinato al consumatore, anche nel quadro di una prestazione di servizi, o suscettibile, in condizioni ragionevolmente prevedibili, di essere utilizzato dal consumatore, anche se non a lui destinato, fornito o reso disponibile a titolo oneroso o gratuito nell'ambito di un'attività' commerciale, indipendentemente dal fatto che sia nuovo, usato o rimesso a nuovo; tale definizione non si applica ai prodotti usati, forniti come pezzi d'antiquariato, o come prodotti da riparare o da rimettere a nuovo prima dell'utilizzazione, purché il fornitore ne informi per iscritto la persona cui fornisce il prodotto;
  • G) prodotto sicuro (art. 103): qualsiasi prodotto, come definito all'articolo 3, comma 1, lettera e), che, in condizioni di uso normali o ragionevolmente prevedibili, compresa la durata e, se del caso, la messa in servizio, l'installazione e la manutenzione, non presenti alcun rischio oppure presenti unicamente rischi minimi, compatibili con l'impiego del prodotto      e considerati accettabili nell'osservanza di un livello elevato di tutela della salute e della sicurezza delle persone in funzione, in particolare, dei seguenti elementi:
    • 1) delle caratteristiche del prodotto, in particolare la sua composizione, il suo imballaggio, le modalità del suo assemblaggio e, se del caso, della sua installazione e manutenzione;
    • 2) dell'effetto del prodotto su altri prodotti, qualora sia ragionevolmente prevedibile l'utilizzazione del primo con i secondi;
    • 3) della presentazione del prodotto, della sua etichettatura, delle eventuali avvertenze e istruzioni per il suo uso e la sua eliminazione, nonché di qualsiasi altra indicazione o informazione relativa al prodotto;
    • 4) delle categorie di consumatori che si trovano in condizione di rischio nell'utilizzazione del prodotto, in particolare dei minori e degli anziani;
  • H) prodotto pericoloso (art. 103): qualsiasi prodotto che non risponda alla definizione di prodotto sicuro;
  • I) prodotto difettoso (art. 117): Un prodotto è difettoso quando non offre la sicurezza che ci si può legittimamente attendere tenuto conto di tutte le circostanze, tra cui:
    • 1) il modo in cui il prodotto è stato messo in circolazione, la sua presentazione, le sue caratteristiche palesi, le istruzioni e le avvertenze fornite;
    • 2) l'uso al quale il prodotto può essere ragionevolmente destinato e i comportamenti che, in relazione ad esso, si possono ragionevolmente prevedere;
    • 3) il tempo in cui il prodotto è stato messo in circolazione.

Un prodotto è difettoso se non offre la sicurezza offerta normalmente dagli altri esemplari della medesima serie;

  • L) pubblicità ingannevole (art. 20): qualsiasi pubblicità che in qualunque modo, compresa la sua presentazione sia idonea ad indurre in errore le persone fisiche o giuridiche alle quali è rivolta o che essa raggiunge e che, a causa del suo carattere ingannevole, possa pregiudicare il loro comportamento economico ovvero che, per questo motivo, sia idonea ledere un concorrente;
  • M) clausole vessatorie (art. 33): le clausole che, malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto. Il codice ha apportato, in materia, chiarimenti rispetto alla normativa anteriore (artt. 1469 bis e ss. c.c.) in quanto è sancita l'espressa nullità delle clausole vessatorie in luogo della inefficacia che in passato aveva causato dubbi ed incertezze in dottrina e giurisprudenza.

Class Action

L'iter legislativo diretto ad introdurre questa tipologie di azione nel nostro ordinamento giuridico sta ormai per concludersi; infatti l'art. 140 bis del Codice del Consumo dedicato alla "Class Action" è stato recentemente modificato dall'art. 49 del disegno di legge approvato dal senato il 09/07/2009 ed intitolato "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia"; quest'ultimo intervento legislativo ha ulteriormente disciplinato la tipologia di diritti tutelabili dalla Class Action, nonché dato forma alla relativa procedura giudiziaria


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